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Il Comune

p1150020Una sventagliata di case lungo un costone a fero di cavallo, la Chiesa dell’Annunziata immersa nel verde; quella del rosario a chiudere il territorio urbano, limitrofa con il luogo in cui gli antenati dormono il loro sonno perenne. Poi, al centro storico, una chiesa, grande, in quella pietra arenaria che i maestri scalpellini hanno resa preziosa, dove alcune delle icone ricordano che, in questa zona, tra i noccioleti e la lussureggiante vegetazione, si è esercitata la Scuola Scultorea del Gaggini.
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Ucria è tutta qui. È proprio uno scrigno, allora, bisogna scoprirlo,coglierne il segreto: perché i suoi tesori purtroppo non sono evidenti. Allora ci vuole qualcuno che ci aiuti a vedere, a cogliere la bellezza dei particolari: un fregio, un portone, una ringhiera in ferro battuto, un capitello, oppure un vicolo, uno squarcio abitato o una strada in salita con le basole su cui qualche anziano, ancora oggi, sente il calpestio battente degli zoccoli dell’asino. Oggi le strade di Ucria terminano nei piccoli appezzamenti coltivati, oppure lambiscono pareti e pinete. Intorno è il bosco che ricorda come il paese sia, di fatto, uno dei 23 comuni che costituiscono il “Parco dei Nebrodi”, quindi portatore di quei beni paesaggistisci e naturalistici che fanno di questo parco trai più vasti e belli d’Europa.
p7070060Ucria poi di recente, è divenuto, anche, il “Paese dei Musei”, ne possiede ben 5 che, nella varieta’ degli oggetti e delle opere d’arte, in mostra, offrono testimonianza e documenti del mondo agro-pastorale e della “cultura della tradizione”. Una cultura della tradizione che è memoria dei ricordi. Allora si spiega perché, oggi, si senta la necessita di riflettere, di fissare, luoghi, momenti, eventi che sfuggono, di norma, all’attenzione per meglio conoscere. (Prof.ssa Annamaria Amitrano)